RIONE
PRATI (III PARTE):
Ponte
Vittorio Emanuele II
CHIESA
DI SANTA MARIA DEL ROSARIO
arch. prof. Paolo
Gioffreda
Ponte
Vittorio Emanuele II




Sui quattro basamenti poggiano altrettante “vittorie alate”, in
bronzo, che recano fra le mani: la corona della vittoria,
l'armatura (panòplia) militare nei suoi motivi
ornamentali,
lo scudo, la spada, le catene spezzate (DELLA
“SCHIAVITÚ”
CHE I ROMANI AVREBBERO SOPPORTATO SOTTO L'IMPERO ROMANO
E POI CON IL PAPATO), il ramo di quercia ed la corona/ghirlanda fiorita
(PER
INCORONARE
LE TRUPPE SABAUDE CHE SAREBBERO ANDATE A “LIBERARE”
ROMA).
Tutti segni e simboli dell'invenzione palingenètica
dei Savoia, come che prima fosse tutto
schiavitù-tortura-afflizione-martirio-tenebre e con l'Italia
unita tutto divenisse gaudio-libertà-entusiasmo-luce
infinita, una luce che avrebbe liberato la città di San
Pietro dalle tenebre.
Una
trasformazione ed un cambiamento radicali mediante una
sorta di nuova religione, con un impeto alla maniera
della rivoluzione francese (peraltro già superata da un
secolo), al fine di generare uomini nuovi, con animi
finalmente purificati e liberati.
Tutto
ciò però non convinse i romani di fine ottocento e primo
novecento: la loro stessa cultura plurimillenaria non
potè far propri tali messaggi propagandistici.
Quell'entusiasmo che da allora, fino ad oggi, è rimasto
solo cristallizzato in queste opere.
In realtà la storia di
Roma e dei romani non fu tanto disastrosa quanto queste
opere propagandistiche avrebbero voluto dimostrare, tanto
è vero che vollero come capitale d'Italia proprio Roma,
per la sua storia, la sua cultura, la sua civiltà!
Tutto questo va a
contraddire gli interi contenuti che queste opere
vorrebbero ancora trasmetterci. Infatti quando ci si passa
davanti, molto difficilmente ci si sofferma a contemplare
il messaggio che ci vorrebbero ancora mandare e/o, se
volete, tramandare.
L'immagine più
paradossale, fra tutti falsi angeli, rimane quella che
SGUAINA LA SPADA VERSO SAN PIETRO: una spada che resta
ancora lì, sguainata, come segno minaccioso del nuovo
stato anticlericale, come minaccia sostanziale contro la
Chiesa, come incrontrovertibile intimidazione di non
tentare più di avanzare oltre!
Tutta l'altisonanza
quindi, delle opere di questo ponte, non ha voluto che
reclamizzare nel tempo quell'invasione del 20 settembre
1870.

Qui abbiamo un'opera di
arte sacra da strada, il "sacrum vaccinum": a mostrare la
ormai nota forma maniacale, diffusasi durante la
cosiddetta "pandemia" da covid-19, al punto di apparirci
come una forma di religione, legata al "sacro farmaco
genico sperimentale", che porterebbe alla
....... "salvezza".



Come
evidenziato in alto nella planimentria del rione,
oltretutto, anche le nuove chiese sono scarsissime rispetto
alla popolazione e, per la prima volta dopo quasi due
millenni di Cristianesimo, ubicate in maniera da non essere
visibili dai passanti.
Con la nuova Italia risorgimentale, l'impianto
urbanistico, con i suoi tracciati viari, fu costruito
volutamente evitando che qualsiasi strada avesse avuto, al
suo orizzonte visivo, la cupola di San Pietro.
Non solo, ma i nomi di piazze e vie furono riferiti
a soggetti risorgimentali, come quelli di Piazza
Risorgimento, di Piazza Cavour, oppure addirittura la strada
principale di Prati, che è in asse con Piazza del Popolo,
ovvero via Cola di Rienzo, fosse intitolata nel 1885 a
Cola di Rienzo, tribuno e senatore romano, che nel XIV
secolo tentò di ripristinare la Repubblica a Roma, in
contrasto con l'allora potere papale.
La
nuova Italia risorgimentale voleva una "nuova" Roma, che avrebbe dovuto cancellare la Chiesa dal
suo orizzonte, quindi anche dalla percezione visiva dei suoi
abitanti e turisti,
che avesse dovuto evitare di vedere l'immagine del Cupolone
e del Palazzo Apostolico.
Una vera e propria damnatio
memoriae, che avrebbe cancellato la
Chiesa dalla memoria collettiva, con le sue funzioni
accademiche, sanitarie, caritatevoli, pedagogiche, morali,
assistenziali, quindi volere con ogni sforzo eliminare
l'evidenza che la fede cristiana con la Chiesa, che è
costituita da tutti i battezzati, a fornire il primo e
fondamentale ruolo per la preparazione, l'ottimizzazione ed
il raggiungimento della pienezza
dell'identità italiana nei secoli, ma diciamo proprio nei
due millenni della Cristianità.
Questa è ancora oggi, immutata, la Roma
risorgimentale, voluta così, anticattolica, la Roma del
“plurielogiato” sindaco Nathan, una Roma tutt’altro che
libera e liberale, ma quantomeno ostracizzante, per usare un
sincero eufemismo.
CHIESA
DI SANTA MARIA DEL ROSARIO




Questa chiesa è un
bell'esempio di stile neogotico ed è caratterizzata da una
serie di particolarità: spicca ad esempio la trama
orizzontale con colori bianco ed arancione delle colonne,
oltre che da cinque arcate, ma anche per le volte decorate in modo da richiamare a tutti
gli effetti un cielo stellato.
Si presenta suddivisa in
tre grandi navate e l'altare, molto grande e sovrastato da un suggestivo trittico che
raffigura la Madonna del Rosario, viene incorniciato
da tre meravigliose vetrate policrome, che creano suggestivi
effetti di luce, raffiguranti rispettivamente le tre corone
con i quindici misteri (GIOIA, DOLORE, GLORIA). Il Rosario
con i misteri della LUCE, ovviamente, non era ancora stato
istituito da San Giovanni Paolo II, all'epoca dell'avvenuta
realizzazione, nel 1916.
Peccato veramente che
l'ubicazione della chiesa sia in una strada secondaria
quindi, fra gli innumerevoli pellegrini
che giungono a Roma, ben pochi hanno la possibilità di
conoscere questo luogo straordinario, nella fede e nella
contemplazione del Santo Rosario.
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RIONE
PRATI, "Fontana-giardino" a Piazza Mazzini, nell'attuale
Quartiere Della Vittoria:
CHIESA
DI SAN GIOACCHINO IN PRATI
arch. prof. Paolo Gioffreda
"Fontana-giardino" a Piazza Mazzini





La sistemazione
dell’area centrale di piazza Mazzini, fulcro del nuovo
quartiere della Vittoria, si deveall’architetto Raffaele De
Vico (1881-1969), il quale, ispirandosi ad un antico ninfeo,
vi collocò una grande fontana che egli stesso definì
”fontana-giardino”.
Materiali semplici
e naturali ma di grande effetto visivo progettuale, anche
nella pavimentazione musiva:
travertino, peperino, malta cementizia, breccia di fiume.
CHIESA
DI SAN GIOACCHINO IN PRATI








Venne rivolto un
appello ai cattolici di tutto il mondo, affinchè
contribuissero alla costruzione del tempio da dedicarsi
a S. Gioacchino e da offrirsi al Papa Leone XIII.
Ventisette nazioni
risposero generosamente all'appello. Quattordici di
esse, con la loro eccezionale partecipazione, adornarono
ognuna una cappella che ne porta il nome: Brasile,
Portogallo, Baviera, Polonia, Canada, Inghilterra, Stati
Uniti, Spagna, Francia, Italia, Belgio, Olanda, Irlanda,
Argentina.
L'inaugurazione
avvenne il 20 agosto 1898.
Anche la Chiesa di San Gioacchino in Prati, per la prima volta dopo quasi due millenni di
Cristianesimo, venne ubicata in maniera da non essere
visibili dai passanti. Con
la nuova Italia risorgimentale, l'impianto urbanistico, con i suoi tracciati
viari, fu costruito volutamente evitando che qualsiasi via
affacci sulla cupola di San Pietro, non solo i nomi di
piazze e vie sono chiaramente risorgimentali come quelli
di piazza Risorgimento, di piazza Cavour, oppure
addirittura la strada principale di Prati, che
è in asse con Piazza del Popolo, ovvero via Cola di
Rienzo, fu intitolata nel 1885 a Cola di Rienzo, tribuno
e senatore romano che nel XIV secolo tentò di
ripristinare la Repubblica a Roma in contrasto con
l'allora potere papale.
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RIONE
PRATI (I PARTE): luoghi di culto ed opere d'arte sacra
visitati, nell'attuale Quartiere Della Vittoria:
"La
dea Roma" di Igor Mitoraj,
RAI
"Il cavallo morente" di Francesco Messina,
BASILICA
DEL SACRO CUORE DI CRISTO RE
Lezione on line/podcast video: "UNA
RILETTURA DELLA VISITA SVOLTA IL 28-04-2022":
arch. prof. Paolo
Gioffreda
Scultura
in marmo "La dea Roma" di Igor Mitoraj


Scultura
in bronzo simbolo della RAI "Il cavallo morente" di
Francesco Messina

BASILICA
DEL SACRO CUORE DI CRISTO RE



In uno dei due portali laterali esterni, le cui
proporzioni rispondono a quelle degli archi trionfali
romani, avevamo l'opera del maestro del ferro battuto,
Isnaldo Petrassi, come lo definiva Marcello Piacentini,
consistente nelle tre sfere "Trinità" ed un'aquila. Le tre
sfere anche ad emblema delle Tre Virtù Teologali, Fede,
Speranza e Carità. L'aquila, è la più nobile fra i volatili,
ma anche in generale fra tutti gli animali è simbolo della
potenza, della vittoria, in questo caso dell'impero italiano
negli anni '30 del XX secolo. In questo caso le tre sfere
sintetizzano che Fede, Speranza e Carità vanno
necessariamente associate e perseguite dagli uomini, per
l'espansione della nostra cultura cristiana nel mondo. Per
l'arcinota damnatio memoriae, nel dopoguerra venne
sostituita con lo stemma di Pio XII. Al momento l'abbiamo
ritrovata, ben custodita e conservata nell'archivio
parrocchiale. Nell'altro portale laterale è invece rimasta
l'opera del Petrassi che raffigura La Croce in un cerchio
raggiato ed Il Sacro Cuore di Gesù Trafitto al centro: è il
simbolo della Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore,
che si adoperò per la costruzione del tempio e che ancora
oggi amministra.







Squarcio metafisico: poliedricità di elementi,
stilemi, geometrie, dal chiostro della Basilica del Sacro
Cuore di Cristo Re, in Roma.
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"RIONE
SAN SABA:
BASILICA
DI SAN SABA"
arch. prof. Paolo
Gioffreda
BASILICA
DI SAN SABA











Nei locali della chiesa
sono stati raccolti i frammenti di affresco
recuperati dalla
decorazione parietale dell'oratorio altomediovale,
situato al piano sottostante la navata centrale, ma oggi
ancora non visitabile.
L'affresco
distaccato più grande raffigura la scena della Guarigione
del
paralitico, che viene calato nella casa dinanzi a
Gesù, dopo che ne è stato scoperchiato il tetto. Faceva
probabilmente parte di un più esteso ciclo cristologico che
occupava la parete destra dell'oratorio. Viene fatto
risalire agli anni del pontificato di Gregorio III
(731-741). L’iscrizione greca recita: “Qui il Signore guarì
il paralitico”, “evtha o K(urio)s iasato ton
[para]lut[ikon]”.
C'è
poi un frammento molto bello che raggruppa sette teste di
monaci. È di un'epoca successiva – metà del IX secolo circa
– ed apparteneva forse ad un ciclo che narrava la vita di
San Saba.
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"RIONE
TESTACCIO:
CHIESA
DI SANTA MARIA LIBERATRICE"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
CHIESA
DI SANTA MARIA LIBERATRICE





La
Chiesa di Santa Maria Liberatrice venne eretta nel XIII sec.,
dove si trovava la Chiesa di Santa Maria Antiqua del VI sec.,
primo santuario mariano nel mondo, edificata dai bizantini
come Cappella Palatina, dedicata a Maria. Veniva chiamata
anche "Sancta Maria libera nos a poenis inferni".
La
chiesa venne fortemente restaurata nel 1617 da Onorio Longhi,
ma nel 1900 venne demolita, con un restauro critico per far
rivivere la Chiesa di Santa Maria Antiqua.
Il
titolo di Santa Maria Liberatrice fu trasferito per questa
nuova chiesa costruita al rione Testaccio nel 1908, voluta da
San Pio X, che affidò la costruzione prima ai benedettini (ha
stilemi infatti vicini alla Chiesa di Sant'Anselmo
sull'Aventino), poi ai salesiani.
Venne
progettata sapientemente dall'arch. Mario Cedarini, che
riporta lo stile neo-preromanico e neo-romanico, con elementi
bizantini come l'iconografia dell'affresco della Chiesa di
Santa Maria Antiqua con Il Christus Thriumphans, oggi una
fondamentale e pedagogica testimonianza di fede dei primi
secoli del Cristianesimo, qui replicata in mosaico su scala
maggiore, proprio sulla facciata esterna principale, quindi
ben osservabile dalla piazza.
All'interno,
sull'altare maggiore, l'immagine venerata della Madonna con
Bambino, trasferita dalla
Chiesa di Santa Maria Liberatrice, del XVI sec. ed
incoronata il 4 agosto 1653.
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"RIONE
CELIO:
"CHIESA
DI SAN GREGORIO MAGNO E BASILICA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
CHIESA
DI SAN GREGORIO MAGNO






BASILICA
DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO






Cappella interna di San
Paolo della Croce. L'altare con due colonne di alabastro
d'Egitto sono un dono del Principe Torlonia. Gli affreschi e
la pala d'altare sono di Francesco Coghetti.
Nel transetto della
cappella le opere sulle Virtù e La Passione e Deposizione di
Gesù.

Due
immagini del complesso basilicale (XVIII e XIX secolo, a
destra)
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"RIONE
CASTRO PRETORIO (II PARTE):
"BASILICA
DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI E DEI MARTIRI
(con
la partecipazione del maestro scultore Ernesto Lamagna)"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
BASILICA
DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI E DEI MARTIRI





La
Meridiana, posta nel transetto destro della Basilica
di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri,
incastonata nella splendida pavimentazione in marmi
policromi basilicali, si estende lungo una linea di
44,89 metri. Essa fa parte di un grande orologio
solare, tra i più pregevoli della Capitale ed
inaugurato il 6 ottobre 1702 e tuttora funzionante. Si tratta di un’opera notevole , sia per valore
estetico , sia in termini di qualità tecnica e, come recita
l’epigrafe collocata in basilica, essa «[...] servì a
regolare gli orologi di Roma
fino al 1846 quando il cannone dal Gianicolo cominciò ad
annunciare il mezzodì».
Questo strumento
astronomico, conosciuto come Linea Clementina da
papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1649-1721),
che ne affidò la realizzazione al canonico matematico
Francesco Bianchini, è detto meridiana a camera oscura ,
per la presenza di un foro stenopeico (foro gnomonico) ,
ovviamente posto a sud.
In tal modo è
possibile prevedere le posizioni dell’ellissi luminosa
durante i principali eventi astronomici: solstizio
d’inverno e solstizio d’estate, in cui si raggiungono,
rispettivamente, la distanza massima e minima dal foro
gnomonico, e punto equinoziale in cui il Sole entra, nel
suo moto apparente, in Primavera ed in Autunno.

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"RIONE
CASTRO PRETORIO (I PARTE):
"CHIESA
DI SAN BERNARDO ALLE TERME, FONTANA DELL'ACQUA FELICE (detta
"del Mosè"), PIAZZA ESEDRA"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
CHIESA
DI SAN BERNARDO ALLE TERME







FONTANA
DELL'ACQUA FELICE (detta "del Mosè")

PIAZZA
ESEDRA

Piazza
Esedra ricorda la grande esedra delle terme
romane di Diocleziano, il cui perimetro è
rievidenziato dal colonnato semicircolare della
piazza, opera di fine XIX secolo, dell'architetto
italiano Gaetano Koch, autore anche degli imponenti
palazzi che incorniciano la piazza.
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"RIONE
SALLUSTIANO:
"CHIESA
DEL SACRO CUORE DI GESÚ, HORTI SALLUSTIANI, BASILICA DI S.
CAMILLO DE LELLIS,
MURA
SERVIANE (resti fra Via Carducci e Via Salandra), MONUMENTO
A GIANO, CHIESA DI S. MARIA DELLA VITTORIA"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
CHIESA
DEL SACRO CUORE DI GESÚ


HORTI
SALLUSTIANI

BASILICA
DI S. CAMILLO DE LELLIS



MURA
SERVIANE (resti fra Via Carducci e Via
Salandra)

MONUMENTO
A GIANO E MURA SERVIANE (resti su Largo di S. Susanna)

CHIESA
DI S. MARIA DELLA VITTORIA




L'estasi di Santa Teresa
d'Avila, di Gian Lorenzo Bernini, è l'immagine simbolo
del barocco romano
ma
anche l'opera che ne condensa gli ideali: la
conoscenza e l'esperienza del divino non è
astratta ma passa attraverso i sensi.
Una
dimensione totale che Bernini ha interpretato
attraverso la fusione di tutte le arti, scultura,
pittura e architettura - quello che egli stesso
chiamava "bel composto".
Ecco
allora che la cappella voluta dalla veneziana famiglia
Cornaro in Santa Maria della Vittoria non si limita a
mostrare all'interno di una edicola architettonica la
santa carmelitana di Avila trafitta e travolta
dall'amore di Dio (certo la freccia dell'Angelo, ma
soprattutto la luce - naturale e mistica assieme,
esattamente come in Caravaggio - proveniente da una
finestra nascosta), ma inserisce un asse verticale che
va dal pavimento, dove compare l'immagine della morte,
alla volta con il Paradiso.

.......
ed ai lati i membri della famiglia Cornaro osservano
la scena come dai palchetti di un teatro .......
|
"RIONE
LUDOVISI:
"CHIESA
DEL SS. REDENTORE E S. FRANCESCA SAVERIO CABRINI, CHIESA DI
S. LORENZO DA BRINDISI,
SANTUARIO
E CHIESA DI S. MARIA REGINA DEI CUORI, CHIESA EVANGELICA
LUTERANA DI ROMA (CHRISTUSKIRCHE),
PALAZZO
MARGHERITA (oggi ospita l'Ambasciata degli Stati Uniti
d'America),
CHIESA
DI S. MARIA DELLA CONCEZIONE DEI CAPPUCCINI, FONTANA DELLE
API"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
CHIESA
DEL SS. REDENTORE E S. FRANCESCA SAVERIO CABRINI

CHIESA
DI S. LORENZO DA BRINDISI



SANTUARIO
E CHIESA DI S. MARIA REGINA DEI CUORI


CHIESA
EVANGELICA LUTERANA DI ROMA "CHRISTUSKIRCHE"

PALAZZO
MARGHERITA (oggi ospita l'Ambasciata degli Stati Uniti
d'America)

CHIESA
DI S. MARIA DELLA CONCEZIONE DEI CAPPUCCINI


FONTANA
DELLE API (Gian Lorenzo Bernini)
Alla fine della discesa di via Veneto presso
l’angolo con via San Basilio, vi è la storica fontana delle
Api, collocata nella vicina fontana del Tritone.
La fontana, in travertino e a forma di conchiglia
bivalve aperta, fu eretta nel 1644 da Gian Lorenzo Bernini,
per volere di papa Urbano VIII Barberini.
La sua collocazione originaria era all’angolo di
palazzo Soderini, tra piazza Barberini e via Sistina.
Di piccole dimensioni e ad uso pubblico, assolveva
la funzione di “beveratore delli cavalli”; in onore del
committente il Bernini rappresentò sulla fontana le Api,
simbolo araldico della famiglia e del pontefice.
Sulla valva superiore un distico scritto recita:
“Il Sommo Pontefice Urbano VIII, costruita una fontana a
pubblico ornamento dell'Urbe, a parte fece fare questo
fontanile per uso dei cittadini nell'anno 1644, ventunesimo
del suo pontificato”. Questa iscrizione scatenò una curiosa
polemica e ironia del popolo romano a causa della riga “ANNO
MDCXLIV PONT XXII”
(il pontefice aveva anticipato il giorno dell’inaugurazione
due mesi prima al compimento del ventiduesimo anno del suo
pontificato), polemica che in quell’occasione “Pasquino”
divenne portavoce delle aspre maldicenze dei romani
sentenziando: “Havendo il Barberini succhiato tutto il
mondo, ora volevano succhiare anche il tempo!”. Per placare
le polemiche, il cardinale Francesco Barberini, nipote del
papa, dispose che venisse abrasa l'ultima cifra
dell'iscrizione togliendo una "I".
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"RIONE
ESQUILINO (II PARTE):
"SANTUARIO
DELLA MADONNA DEL PERPETUO SOCCORSO E CHIESA CHIESA DI
SANT'ALFONSO,
ARCO
DI GALLIENO, CHIESA DEI SANTI VITO E MODESTO, CHIESA DI
SANT'ANTONIO ABATE"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
SANTUARIO
DELLA MADONNA DEL PERPETUO SOCCORSO E CHIESA CHIESA DI
SANT'ALFONSO



ARCO
DI GALLIENO


CHIESA
DEI SANTI VITO E MODESTO

CHIESA
DI SANT'ANTONIO ABATE


La novecentesca facciata di S. Antonio Abate,
chiesa situata in via Carlo Alberto tra piazza Vittorio e S.
Maria Maggiore, potrebbe trarre in inganno. Non viene
nemmeno la tentazione di fermarsi, catalogandola tra le
chiese moderne e invece le sue origini sono antichissime.
Innanzitutto, avvicinandosi, si scopre che lo splendido
portale romanico non è un’imitazione, ma risale veramente al
XIII secolo. Più precisamente fu realizzato tra il 1262 e il
1266, forse dai Vassalletto, e ornava una precedente
costruzione; le bellissime sfingi alla base del grande arco
ne sono una conferma.
Oggi la chiesa è officiata con il rito russo
cattolico, pertanto è stata arredata secondo i canoni di
questa liturgia. Una grande iconostasi dorata e decorata
separa la navata mediana dal coro; il presbiterio è una
sorta di palcoscenico sul quale i sacerdoti celebrano riti
tradizionali.
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"RIONE
ESQUILINO (I PARTE):
"TEMPLIO
DI MINERVA MEDICA E CHIESA DI SANTA BIBIANA"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
TEMPLIO
DI MINERVA MEDICA


STAZIONE
TERMINI, SCENARI METAFISICI OPERA DELL'ARCH. ANGIOLO
MAZZONI, 1939,
CON
TORRE SERBATOIO DETTA "TORRE DI SANTA BIBIANA"

Nel
caos
visivo della Roma dai mille quartieri, le torri-serbatoio
della stazione sono l'annuncio dell'arrivo.
Due
cilindri di marmo, con la scala elicoidale che si arrampica
con un moto geometrico e lento come è ormai il treno in
arrivo: sono il più significativo punto di riferimento
estetico.
Seguendo
con l'occhio la purezza di quella forma metafisica ed irreale,
nel contesto anche delle altre architetture del complesso, il
viaggiatore che arriva si rende conto della fine del viaggio e
dell'inizio dell'ordinarietà della vita.
Due
torri serbatorio poste simmetricamente, una architettura che
materializza lo stesso pensiero, ogni singolo giorno, in
centinaia di migliaia di persone.
CHIESA
DI SANTA BIBIANA
(Primo
progetto architettonico di G. L. Bernini e prima sua
scultura in marmo di un soggetto sacro)






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"RIONE
BORGO (II PARTE):
"CHIESA
DI SANTA MARIA ANNUNZIATA IN BORGO E DI SAN LORENZO IN
PISCIBUS
CON
VISITA ALL'INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA SUI MIRACOLI
EUCARISTICI NEL MONDO"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
CHIESA
DI SANTA MARIA ANNUNZIATA IN BORGO



Nella Chiesa di Santa Maria Annunziata in Borgo, accanto
all’ingresso, è collocato il gruppo
bronzeo di “S.
Michele Arcangelo che sconfigge lucifero”, opera
di Albert
Lefeuvre (XIX sec.), oltre ad una tela dello stesso soggetto e
periodo storico, posta sopra il portale della controfacciata.
Ancora in
riferimento all’Arcangelo Michele, all'interno si trova anche
una tela a lunetta
rappresentante “La
processione di S.Gregorio Magno”, di Giovan Battista Montano (1534-1621), che rievoca l'evento
dell’anno
590, con Papa Gregorio Magno nell’intento di implorare dal
cielo la fine della peste che stava sconvolgendo Roma.
Grazie a
questa richiesta, al pontefice apparve l’Arcangelo Michele,
nell’atto di rinfoderare la spada, un avvenimento che poi
venne raffigurato a
perpetua memoria nel 1753, anche con una
scultura bronzea, piuttosto nota e visibile, posta sulla
fortezza di Castel Sant'Angelo, opera dello
scultore fiammingo Peter Anton Von Verschaffel.
CHIESA
DI SAN LORENZO IN PISCIBUS
CON
VISITA ALL'INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA SUI MIRACOLI
EUCARISTICI NEL MONDO


Con alcuni corsisti, appena dopo il termine della visita,
che includeva anche la partecipazione all'inaugurazione
della Mostra sui Miracoli Eucaristici, siamo riusciti a
scovare la facciata esterna della Chiesa di San Lorenzo in
Piscibus, accedendo al cortile interno del palazzo di stile
Razionalista Italiano, fra via della Conciliazione e piazza
Pio XII, che ingloba nel suo lotto armonicamente la chiesa
romanica.
Dalla
corte è visibile la facciata, ma anche il piccolo e
slanciato campanile del XII secolo.
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"RIONE
BORGO (I PARTE):
"COMPLESSO
DI SANTO SPIRITO IN SASSIA (SANTUARIO) E CHIESA DI SANTA
MARIA IN TRASPONTINA"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
VIA
TRIUMPHALIS, MURA LEONINE, PORTA DI S. SPIRITO,
OSPEDALE DI
S. SPIRITO IN SAXIA (IL PIÚ ANTICO D'EUROPA)
CHIESE
DI SANTO SPIRITO IN SASSIA (SANTUARIO DELLA DIVINA
MISERICORDIA)

PALAZZO
DEL COMMENDATORE
LA
RUOTA DEGLI ESPOSTI
La
Ruota degli Esposti è stata un’usanza diffusa in tutta Italia
dal XII al XVIII secolo. L’istituzione di questa usanza fu di
Papa Innocenzo III che, secondo la tradizione, dopo avere
assistito al recupero dei corpi di alcuni neonati annegati nel
Tevere, detti “figli
della colpa”, quei bambini concepiti al di fuori del
matrimonio o da prostitute o comunque da gravidanze
indesiderate. Innocenzo III rimase turbato e inorridito,
pertanto stabilì un apposito reparto dell’Ospedale del Santo
Spirito, affinchè fosse dedicato al sostentamento dei bambini
abbandonati.
Infatti l'omicidio
di bimbi, fin dal loro concepimento, non era legale e punito
con la pena di morte. Per incoraggiare tutti coloro che
avrebbero voluto "disfarsi" dei propri figli, senza ucciderli
e rimanendo nell’anonimato, Papa Innocenzo III istituì la
Ruota degli Esposti.
La Ruota si presenta come un piccolo barile ruotante, cavo ma
con una tavola divisoria che lo seziona in due parti; in
una parte, dall’esterno, veniva deposto, in forma anonima,
l'esposto, cioè il neonato di genitori ignoti (da cui il
cognome “Esposito” o “Diotallevi” o similari). Al suono di una
campanella veniva poi fatta girare la ruota verticalmente,
prelevando così, dall’interno, come in una sorta di
portavivande, il neonato, per affidarlo alle cure dei frati
dell'ospedale. Spesso insieme al neonato veniva deposta una
moneta spezzata, un ciondolo o qualcosa che avrebbe potuto, in
futuro, riaccendere la speranza per un ricongiungimento.
Inoltre
doveva anche essere comunicato se il bambino fosse o non già
stato battezzato.
Una volta accolti, venivano segnati con una doppia croce sul
piede sinistro, divenendo così di fatto “figli della Famiglia”
dell’Ospedale di S.Spirito. Poi veniva scritto nel
registro “filius matris ignotae”, cioè “figlio di madre
ignota” oppure l'abbreviazione “filius m. ignotae”, da cui la
vulgata romanesca "fijo m. ignota" spesso definisce la figura
della prostituta.
CHIESA DI SANTA MARIA
IN TRASPONTINA
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"RIONE
TRASTEVERE (III PARTE):
"BASILICA
DI SANTA MARIA IN TRASTEVERE E CHIESE ALLA LUNGARA"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
BASILICA
DI SANTA MARIA IN TRASTEVERE






CHIESE
ALLA LUNGARA
Le chiese a Via della Lungara presentano una doppia
rampa di scale d'accesso dalla strada, che consentiva di
preservarle dagli straripamenti del fiume Tevere, prima
della costruzione dei muraglioni.
Inoltre non conservano opere particolarmente
rilevanti, in quanto nei secoli vittime di atti vandalici e
di saccheggi, dato che la zona della Lungara, tra il Tevere
e il Gianicolo, poco urbanizzata, era fuori delle mura ed
anche facilmente invadibile per chi fosse
sbarcato dal fiume.
Solo nel 1642 Papa Urbano VIII Barberini fece
costruire un lungo tratto di mura, di tipo moderno, le Mura Gianicolensi, che si
snodano da Porta Portese fino a piazza del Sant'Uffizio, con
un diverso tracciato rispetto le precedenti mura, nel tratto
oltre Tevere, che avrebbero unito quelle Aureliane, anche
intersecandole, a quelle Leonine.
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"RIONE
TRASTEVERE (II PARTE):
"BASILICHE
NUOVA ED ANTICA DI SAN CRISOGONO E PIAZZA DI SANTA MARIA IN
TRASTEVERE"
arch.
prof. Paolo Gioffreda
BASILICHE
NUOVA ED ANTICA DI SAN CRISOGONO








PIAZZA
DI SANTA MARIA IN TRASTEVERE

Si accendono le
luci appena uno o due secondi dopo che abbiamo puntato lo
sguardo sull'icona mariana, alla sommità del campanile.
Forse
un prodigio o un segnale? Sicuramente siamo stati nel luogo
giusto, al momento giusto.
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"RIONE
TRASTEVERE (I PARTE):
"ANTICA
SINAGOGA, CHIESA DI SAN BENEDETTO IN PISCINULA E BASILICA DI
SANTA CECILIA"
24
giugno 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
RIONE
TRASTEVERE ED ANTICA SINAGOGA
La
Sinagoga, dove si riuniva il primo nucleo della comunità
ebraica di Roma, prima del suo spostamento nel
rione Sant'Angelo, avvenuto nel periodo medioevale. La
Sinagoga aveva una loggia ad arcate su colonne ed una cornice
ad archi su mensolette in pietra: a conferma di questa ipotesi
la colonna centrale dell’arcata presenta ancora oggi alcuni
caratteri ebraici scolpiti nel marmo.


CHIESA
DI SAN BENEDETTO IN PISCINULA


BASILICA
DI SANTA CECILIA


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"RIONE
RIPA (III PARTE):
"AVENTINO,
BASILICA DI SANTA SABINA E CHIESA E COLLEGIO DI
SANT'ANSELMO"
17
giugno 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
AVENTINO

BASILICA
DI SANTA SABINA


CHIESA
E COLLEGIO DI SANT'ANSELMO


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"RIONE
RIPA (II PARTE):
"FORO
BOARIO, CHIESE SAN NICOLA IN CARCERE E DI SAN GIORGIO AL
VELABRO, ARCO DI GIANO, BASILICA DI SANTA MARIA IN COSMEDIN"
10
giugno 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
FORO
BOARIO
CHIESA
SAN NICOLA IN CARCERE


CHIESA
DI SAN GIORGIO AL VELABRO




ARCO
DI GIANO

BASILICA
DI SANTA MARIA IN COSMEDIN


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"RIONE
RIPA (I PARTE): ISOLA TIBERINA, PONTE FABRICIO, NAVE DI
PIETRA, TEMPLIO DI ESCULAPIO
E
BASILICA DI SAN BARTOLOMEO ALL'ISOLA"
3
giugno 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
PONTE
FABRICIO

BASILICA
DI SAN BARTOLOMEO ALL'ISOLA



ISOLA
TIBERINA: NAVE DI PIETRA E TEMPLIO DI ESCULAPIO



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"RIONE
SANT'ANGELO:
FORO
OLITORIO, BASILICA DI SANTA MARIA IN PORTICO IN CAMPITELLI,
CHIESA
DI SANT'ANGELO IN PESCHERIA E PORTICO D'OTTAVIA"
20
maggio 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
FORO
OLITORIO

BASILICA
DI SANTA MARIA IN PORTICO IN CAMPITELLI






PIAZZA
MATTEI E FONTANA DELLE TARTARUGHE

CHIESA
DI SANT'ANGELO IN PESCHERIA E PORTICO D'OTTAVIA
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"RIONE
CAMPITELLI (IV PARTE):
ARCO
DI COSTANTINO, BASILICA DI S. ANASTASIA E CHIESA DI S.
TEODORO"
6
maggio 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Visita all’arco di Costantino, che
si può considerare una sorta di museo della scultura romana
ufficiale, poiché raccoglie in se manufatti artistici
preziosissimi, di epoche differenti ed appartenuti a diversi
monumenti importanti della Roma Imperiale.
Successivamente abbiamo ripercorso il tragitto
intorno al Palatino delle "Lupercali", per giungere alla
basilica di Sant'Anastasia e poi alla Chiesa di San Teodoro.
ARCO
DI COSTANTINO

BASILICA
DI S. ANASTASIA

CHIESA
DI S. TEODORO


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"RIONE
CAMPITELLI (III PARTE):
TEMPLI
DELLE DIVINITÀ PAGANE VENERE E ROMA, BASILICA DI S.
FRANCESCA ROMANA"
21
aprile 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Finalmente dal vivo, in presenza,
abbiamo visitato il tempio delle dee Venere e Roma e la basilica
di S. Francesca Romana.
TEMPLI
DELLE DIVINITÀ PAGANE VENERE E ROMA

BASILICA
DI S. FRANCESCA ROMANA




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"VISITE
VIRTUALI ON LINE:
BASILICA
DEI SS. COSMA E DAMIANO,
TEMPIO DI
VENERE E ROMA,
BASILICA
DI S. FRANCESCA ROMANA"
18 marzo
2021
arch. prof.
Paolo Gioffreda
Purtroppo
anche quest'anno, a causa della pandemia, dobbiamo
"interrompere", solo momentaneamente, diciamo meglio
"sospendere", il nostro percorso con le visite
attraverso i rioni di Roma.
Ma tutto questo non significa aver interrotto
anche i nostri appuntamenti, che sono continuati on
line con visite guidate virtuali, che tuttavia sono
utili per apprendere meglio i luoghi che andremo
comunque a visitare dal vivo, non appena ci verrà
consentito.
Abbiamo così percorso, virtualmente, il nostro
itinerario attraverso il rione Campitelli, visitando
la basilica dei Ss. Cosma e Damiano (una buona
ripassata per chi ci è venuto in quella reale, del 4
marzo scorso), il tempio di Venere e Roma e la
basilica di S. Francesca Romana.
VISITE
VIRTUALI ON LINE:
BASILICA
DEI SS. COSMA E DAMIANO,
TEMPIO DI
VENERE E ROMA,
BASILICA
DI S. FRANCESCA ROMANA
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"RIONE
CAMPITELLI (II PARTE):
FORI
ROMANI E BASILICA DEI SANTI COSMA E DAMIANO"
4
marzo 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
La
basilica
dei Ss. Cosma e Damiano, ubicata nel cuore di Roma è una
delle più antiche ed affascinanti chiese da conoscere.
Le date principali
nella storia della basilica
anni 70 del I secolo –
costruzione della Biblioteca Pacis
303 – Santi Cosma e Damian martirizzati in Asia Minore
309 – l’imperatore Massenzio costruisce il cosi detto
Tempio di Romolo
526 – il papa Felice IV unisce i due edifici e crea la
chiesa dei santi Cosma e Damiano
760 (circa) – Papa Paolo fonde l’oratorio
780 – la basilica ottiene lo status della diaconia sotto
dal papa Adriano I
1503 – Frati Francescani del Terzo Ordine Regolare
prendono cura della basilica
1512 – il decreto ufficiale che conferma la donazione
della basilica al Terzo Ordine Regolare
1600 – il terremoto e l’inizio di restrutturazione della
chiesa durante il pontificato del papa Clemente VIII
1626 – ricostruzione completa della basilica iniziata dal
papa Urbano VIII
1946 – il complesso monastico rinnovato ed ampliato
FORI
ROMANI
BASILICA
DEI SANTI COSMA E DAMIANO





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"RIONE
PIGNA (III PARTE) E
RIONE CAMPITELLI (I PARTE):
CHIESA
DI SAN BIAGIO DE MERCATO, BASILICA DI S. MARCO EVANGELISTA,
BASILICA DI SANTA
MARIA IN ARACOELI E PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO"
18
febbraio 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Dopo le visite nelle basiliche di
San Marco e di Santa Maria in Aracoeli, ci si è soffermati
sulla Piazza del Campidoglio per ricordare alcuni segni e
simboli degli stilemi progettuali, che presero forma dal
progetto di Michelangelo.
Abbiamo
terminato la visita percorrendo quel tratto di strada, che
ci ha portato ad osservare esternamente i
ruderi della chiesa di San Biagio de Mercato e poi
a conoscere alcuni particolari della facciata principale
Vittoriano.
CHIESA
DI SAN BIAGIO DE MERCATO

BASILICA
DI SANTA MARIA IN ARACOELI

PIAZZA
DEL CAMPIDOGLIO
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"RIONE
PIGNA (II PARTE):
CHIESA
DEL SANTISSIMO NOME DI GESÚ"
4
febbraio 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
La
chiesa è stata pensata e progettata, durante la Controriforma,
nello spirito dei decreti del
Concilio
di Trento, con un’unica navata, un'unica
e definita aula dei fedeli, proprio per focalizzare la
loro attenzione sull’altare e sull’oratore.
La cupola con il tamburo
ottagonale, segno dell'Ottavo Giorno, La Resurrezione.
L’interno, a croce latina, ha una vasta navata la
cui volta è affrescata con il Trionfo del Nome di Gesù,
grandioso, movimentato e luminosissimo affresco eseguito
con straordinario effetto di prospettiva aerea da Giovan
Battista Gaulli detto il Baciccia, che ha affrescato anche
la cupola con Patriarchi e dottori della Chiesa.
La tribuna è affrescata, sempre dal Baciccia con
Gloria del mistico Agnello.
Sull’altare maggiore campeggia una pala
ottocentesca raffigurante la Circoncisione, di Alessandro
Capalti.
Ci siamo piuttosto
soffermati ad osservare anche l’urna bronzea realizzata dal
Maestro Ernesto Lamagna (che è nostro Consigliere del nostro
Centro Studi Arte Sacra), contenente le reliquie di S.
Ignazio e dei Santi Gesuiti e posta d’innanzi l’Altare
Maggiore.
Poi tutti immersi a
seguire, nella Cappella di S. Ignazio, con la "macchina
barocca" in azione, l'artificio scenografico, musicale e
recitativo, che esalta la forza allusiva insita
nell’immagine spaziale, coinvolgendo tutti noi attraverso lo
stimolo dei sensi per chiamarlo a partecipare a un evento
meraviglioso: uno spettacolo d'altri tempi, come
potete vedere nel video qui a destra ⇛⇛⇛
Poi ci siamo immersi a
contemplare la più famosa immagine del Sacro Cuore di Gesù, di Pompeo Batoni
(1708-1787), realizzata
su rame, in previsione di un ritorno al neoclassicismo, sia
per il materiale, sia per una ricerca di stilemi puristi.
Cristo è vestito di una tunica rossa,
come descritta nel racconto evangelico di Giovanni (colore
del sangue, del martirio e dell’umanità) e un manto blu (colore del cielo e del divino), giovane e bello, con lunghi capelli inanellati
sulle spalle. Il Suo Volto è contornato da una breve barba,
mentre con la
mano destra indica Il Proprio Cuore Irraggiato dalle Fiamme,
Incoronato da una corona di spine che Lo fa sanguinare e
sulla sommità del Cuore una Croce.
CHIESA
DEL SANTISSIMO NOME DI GESÚ
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"RIONE
PIGNA (I PARTE):
CHIESA
DI S. IGNAZIO DI LOYOLA E BASILICA DI S. MARIA SOPRA
MINERVA"
21 gennaio 2021
arch. prof. Paolo
Gioffreda
Ci trasferiamo al rione Pigna,
visitandolo in una prima fase con le chiese di S. Ignazio
di Loyola e di S. Maria sopra Minerva.
Il nome Pigna ha origine dalla
presenza di una grossa pigna in bronzo, del periodo
medioevale, oggi esposta nel Cortile del Belvedere in
Vaticano, mentre ancora priva era collocata al centro del
quadriportico davanti l’antica Basilica di San Pietro in
Vaticano. La pigna in bronzo fu realizzata probabilmente
per le Terme di Agrippa, nell'area di un grande tempio
dedicato ad Iside e Serapide (Tempio Iseo Campense),
eretto da Domiziano, ma che comprendeva sia il Pantheon,
oggi la Basilica di Santa Maria ad Martyres, sia il complesso archeologico noto come
"area sacra pagana" al centro di Largo Argentina.
CHIESA DI S. IGNAZIO
DI LOYOLA
BASILICA DI S. MARIA
SOPRA MINERVA
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"RIONE SANT'EUSTACCHIO
(II PARTE:
PIAZZA E BASILICA DI S.
AGOSTINO IN CAMPO MARZIO E CHIESA DI S. LUIGI DEI FRANCESI"
7 gennaio 2021
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Riprendiamo il nuovo anno con la basilica di S.
Agostino in Campo Marzio e la chiesa di S. Luigi dei
francesi, in particolare con le opere di Caravaggio.
Dalla facciata della basilica di S. Agostino, che
riproduce i moduli dei tracciati regolatori progettuali,
realizzata con i rivestimenti del marmo travertino reperiti
dal crollo del sisma nel V sec., fino alla cupola che è la
prima innalzata a Roma, in epoca "moderna".
All'interno della basilica, per citare parte
delle opere visitate, la veneratissima statua della Madonna
con Bambino, detta del Parto, di Jacopo Sansovino, l'altare
maggiore su disegno del Bernini, con icona di Madonna
Odigitria proveniente dalla basilica di S. Sofia in
Costantinopoli, la cappella con tomba di S. Monica, un
affresco di Raffaello raffigurante Isaia con sotto il gruppo scultoreo con La SS. Vergine, Gesù e S. Anna,
di Andrea Sansovino, la S. Caterina, S. Stefano e S. Lorenzo
del Venusti e La Madonna di Loreto o dei Pellegrini del
Caravaggio.
Ci si trasferisce poi nella vicina chiesa di S.
Luigi dei francesi, direttamente alla cappella Contarelli,
per illustrare le Storie di S. Matteo di Caravaggio.
BASILICA DI S. AGOSTINO
IN CAMPO MARZIO



CHIESA DI S. LUIGI DEI
FRANCESI
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"RIONE SANT'EUSTACCHIO
(I parte): PIAZZA E BASILICA DI S. ANDREA DELLA VALLE"
3 dicembre 2020
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Proseguiamo per il Rione
Sant'Eustacchio con la basilica di Sant'Andrea
della Valle e l'omonima piazza con una fontana e
due edifici importanti, uno medioevale, l'altro del
Ventennio.
Dopo la visita
particolare nel Rione Regola di due settimane fa, anche
questa volta in un'atmosfera serena e metafisica in una
Roma, anche con pochissimi turisti, entriamo così nello
storico Rione Sant'Eustacchio, nome che proviene da
un martire cristiano dei primi anni del II secolo, a cui
nel centro di questo rione è intitolata un'antica chiesa
che, per tradizione popolare, sorge sul luogo del suo
martirio.
PIAZZA E BASILICA DI S.
ANDREA DELLA VALLE

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"RIONE REGOLA: CHIESE
DELLA SS. TRINITÀ DEI PELLEGRINI E S. MARIA IN MONTICELLI"
26
novembre 2020
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Visitiamo le chiese
della SS. Trinità dei Pellegrini (Piazza della Trinità dei
Pellegrini, 1) e di Santa Maria in Monticelli (Via di S.
Maria in Monticelli, 29).
Dopo la visita senza
uguali nel Rione Parione, nell'atmosfera matafisica di una
Roma semi-deserta, entriamo così nello storico Rione Regola,
nome che proviene dal latino "renula" (rena, sabbia
sottile), da cui deriva anche Arenula, che è il nome di una
via e un largo nei pressi della seconda chiesa che andremo a
visitare. Infatti un tempo il rione era soggetto alle piene
del Tevere, lungo la cui riva orientale si estende in
lunghezza; quando infine l'acqua si ritirava, a volte dopo
settimane, lasciava le strade coperte da questa “renula”.
CHIESA DI S. MARIA IN
MONTICELLI

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"RIONE PARIONE (II
parte): S. AGNESE IN AGONE E S. LORENZO IN DAMASO"
12
novembre 2020
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Due chiese dedicate ai
due santi più venerati a Roma nei secoli: Sant'Agnese e
San Lorenzo, il cammino attraverso il Rione Parione.
Il nome del
Rione Parione deriva dal termine latino paries (parete),
dovuto alla presenza nel rione degli antichi resti di mura
di enormi dimensioni, appartenenti allo, Stadio di Domiziano
(oggi Piazza Navona), da cui per variazioni successive
divenne Parietone, Parrione e quindi, Parione.
PIAZZA NAVONA

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"RIONE PARIONE (I
parte): PIAZZA, COMPLESSO E BASILICA DI S. MARIA IN
VALLICELLA"
22
ottobre 2020
arch.
prof. Paolo Gioffreda
Visite
della Chiesa di Santa Maria in Vallicella o Chiesa Nuova (fra
S. Filippo Neri e Rubens) alla piazza omonima ed al Complesso
Monastico.
Per il termine del 2021,
si prevede di visitare luoghi ed opere di Arte Sacra,
attraverso i seguenti rioni: Parione, Regola, Sant'Eustacchio,
Pigna, Campitelli, Sant'Angelo, Ripa, Trastevere, Borgo.
BASILICA DI S. MARIA IN
VALLICELLA

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